L’invito del Salvatore a venire a Lui

    Messaggio dei dirigenti di area

    Anziano Hans T. Boom
    Anziano Hans T. Boom Settanta di area

    Dopo che le ultime battaglie del Libro di Mormon ebbero avuto luogo e dopo aver vagato da solo nel deserto per molti anni, Moroni pronunciò le sue ultime parole per noi e ci esortò a venire a Cristo. Quando leggo le sue parole, leggo la sua testimonianza e so che egli stesso ha accettato questo invito e che l’averlo fatto lo ha aiutato a superare le prove della sua vita.

    La vita è piena di incertezze ma una cosa è certa, ossia che noi tutti siamo invitati a venire a Cristo a prescindere da chi siamo e dalle nostre circostanze. Le Sue braccia sono tese e aperte per ognuno dei figli di Dio. Egli ha il potere di guarirci e di aiutarci a realizzare ciò che serve. 

    Possiamo porci domande come:  Cosa può Egli fare per me nella mia vita? Come posso rispondere a questo invito?

    L’inno 77, “Più forza Tu dammi”,1 risponde alla domanda su cosa può fare Cristo per noi in modo meraviglioso e riassume tutte le diverse cose in cui Cristo è disposto ad aiutarci se solo noi veniamo a Lui. 

    Più pazienza, più purezza, più zelo nel servirLo, più mitezza nelle prove, più speme nel pregare e molti altri doni da offrire se solo noi veniamo a Lui e abbiamo fiducia nel fatto che Lui può aiutarci.

    La vita offre molte opportunità e ci sono così tante decisioni che bisogna prendere. Ho imparato a mettere il Signore al primo posto qualunque sia la decisione che devo prendere, non sempre comprendendo il risultato di quella decisione, ma ricevendo il sentimento di pace che proviene dall’aver preso la giusta decisione. 

    La seguente citazione del presidente Benson mi ha aiutato nel mio processo di venire a Cristo e comprendere che ho bisogno di mettere la mia volontà nelle Sue mani.

    “Quando l’obbedienza cessa di essere causa di irritazione e diventa l’obiettivo dei nostri sforzi, in quello stesso momento Dio ci investe del Suo potere”. 2       

    Quando giungiamo alla conclusione che abbiamo bisogno del Suo aiuto per superare le nostre prove in questa vita, ci volgiamo a Lui in fede e obbedienza. Quando saremo diventati come un piccolo fanciullo, vedremo il Suo potere nella nostra vita e sapremo che Egli vive e che ha pagato per noi il prezzo così da permetterci di ritornare al Padre Celeste e ottenere la vita eterna, il dono più grande che l’uomo possa ricevere.

    Durante una vacanza estiva, io e mia moglie abbiamo pensato di fare visita a una conferenza GANS nella Repubblica Ceca e di passare dal ramo di Görlitz durante il tragitto.  Avevamo tanta strada da fare; ci saremmo svegliati presto e avremmo viaggiato per molte ore durante la domenica di digiuno.  Abbiamo deciso di non rimandare il nostro digiuno dal momento che avevamo bisogno del Suo aiuto e delle Sue benedizioni nella nostra vita. Proprio la settimana prima avevamo comprato un’altra casa e non avevamo ancora venduto quella vecchia.  Queste questioni in sospeso mi davano un certo senso di disagio. Il nostro progetto era quello di prendere una casa più piccola e di semplificare le cose visto che i figli avevano lasciato casa nostra. Avevamo discusso il nostro progetto con il Padre Celeste molte volte e sentivamo che era la cosa giusta da fare. 

    Quando siamo arrivati a casa, abbiamo fissato un appuntamento con delle persone che volevano vedere la nostra casa. Quella coppia ha poi comprato casa nostra. Anche loro erano persone religiose che pregavano il Signore per ricevere aiuto. In seguito abbiamo chiesto loro cosa li avesse aiutati a prendere una decisione. Ci hanno detto che avevano visto delle immagini di Cristo nella nostra casa e una citazione sulla porta che diceva:  “Quanto a me e alla casa mia, serviremo all’Eterno”.

    Quando ci rivolgiamo a Lui in umile preghiera e digiuno per cercare il Suo aiuto nella nostra vita, riceviamo continue testimonianze che Gesù è il Cristo, che Egli vive e che ha preparato per noi la via per tornare a casa.


     

    1 Inni #77, Più Forza Tu Dammi

    2 Ezra Taft Benson, citato da Donald L. Staheli, La Stella, luglio 1998, 86.