Il perdono tramite l’Espiazione di Gesù Cristo

    Messaggio dei dirigenti di area

    Anziano Saulo G. Franco, Spagna
    Anziano Saulo G. Franco, Spagna Settanta di area

    In qualità di membri della Chiesa, ci sforziamo di stare bene non solo fisicamente, ma anche spiritualmente.

    Una delle cose più importanti che ricerchiamo è la pace, e il modo migliore per raggiungerla è trovare la pace interiore. Il Signore ha affermato: “Io vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti”.[1]

    Purtroppo, perdere la pace interiore è facile, soprattutto a causa dello stile di vita del mondo moderno in cui viviamo, che diventa continuamente più aggressivo. Tramite diversi mezzi, tale aggressività entra persino nelle nostre case, e noi arriviamo a credere che questo modo di vivere sia normale. Una delle frasi che sento pronunciare sempre più spesso dalle persone è: “Perdono, ma non dimentico”; e anche: “Pagherai per quello che hai fatto”.

    La capacità di perdonare è una virtù che tutti noi necessitiamo di ottenere e di mantenere. Il presidente Gordon B. Hinckley in un’occasione ha detto: “Credo che sia una delle più grandi virtù sulla terra, e di certo la più necessaria. C’è troppa cattiveria, violenza, intolleranza e odio. C’è un immenso bisogno di pentimento e perdono”.[2] È il grande principio sottolineato in tutte le Scritture, sia antiche sia moderne.

    Perdono e pentimento vanno sempre di pari passo; non possiamo pentirci senza perdonare e non possiamo perdonare senza pentirci.

    Parlando di perdono, possiamo fare un paragone con il morso di un serpente. Quando qualcuno ci offende o ci ferisce, è come se venissimo morsi da un serpente; potremmo riportare delle ferite gravi, che potrebbero rendere il processo di guarigione lungo e causarci molto dolore ma, come succede con tutte le ferite, prima o poi si rimarginerebbe e guarirebbe. Talvolta, però, il morso potrebbe essere quello di un serpente velenoso, la cui tossina potrebbe restare all’interno del nostro organismo. La stessa cosa accade con il risentimento, l’odio, il desiderio di vendetta e la ricerca di giustizia: questi sentimenti potrebbero inondare il nostro cuore e, come succede col veleno, non possiamo guarire da soli. Il perdono è l’antidoto con cui medicare le ferite causate da questo veleno; senza il perdono non è possibile ottenere una cura. Non facciamo come tanti Israeliti che venivano morsi dai serpenti fiammeggianti.[3] Avrebbero potuto ottenere guarigione guardando il serpente di rame che il Signore aveva comandato a Mosè di preparare e che rappresentava il Salvatore e la Sua Espiazione. Ma non lo fecero, e perirono.[4]

    Il Salvatore e la Sua Espiazione rappresentano il solo modo per comprendere come perdonare; non c’è altra maniera di riuscirci nel mezzo di situazioni difficili. L’Espiazione è l’antidoto che può curare e far rimarginare qualsiasi ferita, persino le più gravi, per le quali sembra non esistere rimedio. Il potere dell’Espiazione non si sprigiona in maniera spontanea; talvolta è difficile da applicare e richiede molto sforzo, ma è disponibile per chiunque lo desideri. Il Signore, tramite una rivelazione moderna, ci ha insegnato:

     “Pertanto, io vi dico che dovete perdonarvi l’un l’altro; poiché colui che non perdona al suo fratello le sue trasgressioni sta condannato dinnanzi al Signore, poiché resta in lui il peccato più grave. Io, il Signore, perdonerò chi voglio perdonare, ma a voi è richiesto di perdonare tutti”.[5]

    In ambito coniugale, il perdono è la chiave per ottenere un matrimonio eterno. Vedo diversi coniugi che non si perdonano a vicenda per le piccole cose e che accumulano il veleno del rancore e dell’odio; poi, quando litigano, scaricano tutto quello che hanno accumulato nel corso del tempo e il rapporto viene gravemente danneggiato. Vedo alcuni matrimoni in cui il livello di tolleranza è minimo, in cui non si riesce a sopportare gli errori più insignificanti e ciò fa scatenare una vera e propria “tempesta in un bicchiere d’acqua”. È proprio in seno alla famiglia che dovremmo mettere maggiormente in pratica il perdono, e dovremmo ricordare che, senza di esso, non può esserci Esaltazione.
    Infine, come il profeta Moroni ha affermato, il perdono è direttamente collegato alla carità:

    “Ma la carità è il puro amore di Cristo, e sussiste in eterno; e colui che sarà trovato pervaso di essa all’ultimo giorno, tutto andrà bene per lui. Pertanto, miei diletti fratelli, pregate il Padre con tutta la forza del vostro cuore, per poter essere riempiti di questo amore, che egli ha conferito a tutti coloro che sono veri seguaci di suo Figlio, Gesù Cristo, affinché possiate diventare figli di Dio; cosicché, quando apparirà, saremo simili a Lui, poiché lo vedremo come egli è […]”.[6]

    Prego che potremo sempre ottenere la capacità di perdonare nella nostra vita; se lo faremo, saremo più simili al Salvatore e diventeremo Suoi veri discepoli.

     


    [1] Giovanni 14:27

    [2] “Il perdono”, Conferenza generale, ottobre 2005

    [3] Numeri 21: 5–9

    [4] Alma 33: 20

    [5]DeA 64:9–10

    [6] Moroni 7:47–48