Chi credete di essere?

    Messaggio dei dirigenti di area

    Anziano Tom-Atle Herland, Norvegia
    Anziano Tom-Atle Herland, Norvegia Settanta di area

    In molte nazioni del mondo, il documentario “Chi ti credi di essere?” ha sia affascinato che coinvolto gli spettatori e i partecipanti. Alla serie hanno preso parte molte celebrità che sono rimaste profondamente toccate quando le storie dei loro antenati venivano trovate, approfondite e raccontate. Questo fascino e questo impatto emotivo sono interessanti, particolarmente da una prospettiva evangelica. Senza l’aiuto di genealogisti capaci, queste celebrità non avrebbero vissuto un’esperienza così intensa.

    Chi credete di essere? Chi sono i vostri antenati? Io sono il figlio di convertiti alla Chiesa e al Vangelo. Mio padre e mia madre si sono uniti alla Chiesa nell’ottobre del 1971. Nel febbraio del 1972, mio padre mi ha battezzato dopo il mio ottavo compleanno. Mio padre, un convertito molto fedele, ha cominciato presto a svolgere la ricerca di storia familiare, e ha fatto questo lavoro per diverse migliaia di nostri antenati.  Anche se ha 83 anni, mio padre continua a dedicarsi alla propria storia familiare. Io ho appena cominciato a trovare dei nomi nella linea familiare di mia madre. Mia madre è morta nel 1998 e, anche se era già stato fatto tanto, c’è ancora altro da fare. Il mio obiettivo, quando vado al tempio, è quello di vedere il mio nome tanto spesso quanto quello di mio padre o di mia moglie sui cartoncini delle ordinanze. Se voglio riuscirci, tuttavia, devo farmi aiutare, proprio come si vede nel documentario “Chi ti credi di essere?”. Mia moglie, una genealogista molto appassionata, mi aiuta a trovare dei nomi. Senza il suo aiuto, il progresso sarebbe stato molto lento. Se siete come me e come molti altri, trovate qualcuno che vi aiuti in quest’opera. Allora otterrete più risultati, vi assicurerete di trovare i vostri antenati e di fare in modo che venga svolto il lavoro di tempio per la vostra famiglia. Svolgere il lavoro di tempio porta sentimenti meravigliosi. È ancora più speciale quando vado al tempio per uno dei miei antenati che mi sono impegnato io stesso a trovare o a conoscere meglio.

    Durante la conferenza generale di aprile 2018, il presidente Nelson ha tenuto un discorso straordinario intitolato Rivelazione per la Chiesa, rivelazione per la nostra vita. Nel suo discorso, ha detto qualcosa di molto interessante che da allora ha avuto grande importanza per me: “Nulla apre i cieli come la combinazione di una maggiore purezza, di un’obbedienza esatta, di una ricerca sincera, del nutrirsi abbondantemente ogni giorno delle parole di Cristo nel Libro di Mormon e del tempo regolarmente dedicato al lavoro di tempio e di storia familiare [enfasi aggiunta]. Seguiamo il profeta. Portiamo i nostri antenati al tempio.

    Negli ultimi decenni c’è stata una forte crescita nel ritmo di costruzione di nuovi templi. Dato che i templi sono sempre più alla nostra portata, per me e per voi è di vitale importanza andarci spesso. Quando servivo come presidente di palo, una volta venne da me una donna della Chiesa fedele dicendomi che non andava al tempio da molto tempo. Nutriva sentimenti contrastanti riguardo al tempio. Le dissi che non era un problema; io stesso conoscevo altre persone che avevano espresso questa sensazione. Le chiesi se volesse unirsi a noi per uno dei viaggi di una settimana che organizzavamo dalla Norvegia al Tempio di Stoccolma, in Svezia, partecipando però solo a una sessione. “Solo una sessione al giorno?”, chiese con tono molto sorpreso. “No”, dissi, “solo una sessione durante l’intera settimana! Trovi il giorno in cui si sente più attratta dal tempio e partecipi solo a una sessione quel giorno. Gli altri giorni potrà fare passeggiate nei pressi del tempio e fare quelle cose che la faranno sentire vicina a Cristo”. Così fece, e questo segnò l’inizio di un cambiamento per lei e nel suo rapporto con il tempio.

    Chi può aiutarvi a trovare i vostri antenati? Che cosa potete fare per recarvi regolarmente al tempio?

    “Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”[1].


    [1] Giovanni 3:16