Salta navigazione principale
Messaggio dei dirigenti di area

Allora farò in modo che le cose deboli divengano forti per loro

“E se gli uomini vengono a me, mostrerò loro la loro debolezza. [Poiché], se si umiliano dinanzi a me, ed hanno fede in me, allora farò in modo che le cose deboli divengano forti per loro”

La città in cui sono cresciuto era circondata da foreste bellissime che oggi corrispondono ancora all’immagine della foresta romantica tedesca. Queste foreste hanno dato origine a storie misteriose e ai racconti dei tempi antichi. Sembra che nei pressi di una pozza d’acqua, nota come la Sorgente di Sigfrido, abbia avuto luogo un evento tuttora connesso al mondo mitologico dell’Europa centrale e settentrionale.

Il nostro eroe si chiama Sigfrido, nelle terre del nord è noto come Sigurd.

Viene descritto come un giovane coraggioso, forte e audace. La sua fama crebbe ulteriormente quando sconfisse un drago con la spada. Dopo averlo fatto, si immerse nel sangue del mostro che aveva ucciso per poter diventare invulnerabile. Sfortunatamente, in quel momento, una foglia di tiglio gli si posò sulla schiena lasciandone così una piccola parte non protetta.

Il lembo che rimase senza protezione fu, in seguito, causa della sua rovina. Sigfrido fu coinvolto in un intrigo tra due regine e, di conseguenza, doveva essere ucciso in un’imboscata. Fu assassinato durante una battuta di caccia con una lancia ben tirata da un traditore che conosceva il suo punto debole e che lo colpì mentre era chinato a bere dalla sorgente.

L’audacia di Sigfrido si basava sul senso di invulnerabilità; egli, però, aveva un punto debole di cui il suo nemico era a conoscenza e che sfruttò.

Troppo spesso ci sentiamo sicuri e invulnerabili nei nostri eccessi di fiducia. Tuttavia, se non ci rendiamo conto delle nostre debolezze e non le tramutiamo in punti di forza, anche noi possiamo essere sopraffatti.

Vi invito a seguire il consiglio di Moroni in cui ci esorta a presentare le nostre debolezze al Signore:

“E se gli uomini vengono a me, mostrerò loro la loro debolezza. [Poiché], se si umiliano dinanzi a me, ed hanno fede in me, allora farò in modo che le cose deboli divengano forti per loro”1.

L’individualismo personale, una caratteristica sgradevole, la nostra tendenza a infuriarci, la facilità con cui ci arrabbiamo, il pensare e il parlare male degli altri, il gioire della sfortuna altrui, il giudicare ingiustamente o pregiudizievolmente sono tutte cose che ci rendono vulnerabili e facilmente attaccabili. Spesso ci portiamo dietro tratti del carattere che si sono radicati in noi quando eravamo giovani e non sono mai stati affrontati. A volte sono le conseguenze delle esperienze vissute da bambini o da ragazzi di cui non siamo responsabili. Qualunque possa esserne la ragione, faremmo meglio a presentare tali debolezze al Signore. Egli può guarirci. Egli si aspetta che deponiamo un sacrificio sull’altare, non un sacrificio simile a quelli dell’antichità, ma un cuore spezzato e uno spirito contrito

Le parole di re Davide dimostrano che, già nei tempi antichi, le persone sapevano che gli olocausti da soli non erano sufficienti: “I sacrifizi di Dio sono lo spirito rotto; o Dio, tu non sprezzi il cuor rotto e contrito”2.

Il Signore risorto ha ribadito tale ingiunzione nel Nuovo Mondo immediatamente dopo aver annunciato l’abolizione degli olocausti: “E mi offrirete in sacrificio un cuore spezzato e uno spirito contrito. E chiunque verrà a me con cuore spezzato e spirito contrito, lo battezzerò con il fuoco e con lo Spirito Santo”3.

In questo periodo, proprio quando questo articolo è stato pubblicato, ci sono conferenze “Per la forza della gioventù” (abbreviato in FSY) in tutta l’Europa. Tali conferenze non sono semplicemente eventi divertenti, ma hanno lo scopo di istruire i nostri giovani su come prepararsi a ricevere la guida divina. Perché possano tornare a casa con quello che hanno imparato, durante la conferenza i nostri giovani imparano a seguire un codice di condotta che si rifletterà nel loro comportamento e persino nel loro aspetto esteriore. Scoprono quali sono i loro punti deboli personali per essere in grado di proteggersi efficacemente dai dardi dell’avversario. Poi tornano a casa con il desiderio di indossare la completa armatura di Dio per evitare che, in futuro, alcun punto debole rimanga esposto.

Gioiamo della forza dei “giovani di Sion” che non vacillano in preda alle correnti turbolente dei nostri tempi.