Grazie all’eccellente programma di immagazzinamento di beni di consumo, all’organizzazione e all’esperienza accumulato negli anni, la Chiesa di Gesù Cristo può rispondere immediatamente ai disastri che possono colpire ogni parte del globo e inviare aiuti umanitari a popolazioni ovunque esse siano, indipendentemente dallo loro religione, razza o nazionalità.
L’assistenza umanitaria è giunta fino ad ora in 167 paesi per un valore di centinaia di milioni di dollari all’anno.
Seguono alcuni esempi:
A metà degli anni ottanta una grave siccità ha causato sofferenze a milioni di persone in Africa. Nel 1985 la Chiesa ha istituito due giorni speciali di digiuno, il primo il 27 gennaio ed il successivo il 24 novembre, chiedendo ai propri membri di dare generosi contributi per sostenere gli sforzi umanitari in Africa. Quelle donazioni, devolute in toto, hanno raggiunto quasi dodici milioni di euro.
Il 24 agosto 1992 la tempesta tropicale «Andrew» colpì il sud della Florida, negli Stati Uniti, causando così tanti danni da essere indicato come il peggior disastro naturale nella storia degli Stati Uniti. I danni furono calcolati in circa trenta miliardi di dollari. La Chiesa ha distribuito un totale di dieci grandi container carichi di cibo, acqua e forniture mediche di emergenza. Membri della Chiesa sono arrivati da tutto il sud degli Stati Uniti per aiutare le persone a mettere di nuovo il tetto alle proprie case e a fare le altre riparazioni necessarie: 1800 membri il primo weekend dopo il passaggio dell’uragano, 5100 il primo weekend di settembre e altri 500 il weekend successivo. Fra le altre cose fu ricostruito il tetto a 3000 abitazioni, ad una sinagoga ebrea e a tre chiese di varie confessioni cristiane.
A partire dal 1989 la Chiesa ha realizzato in Russia più di 110 progetti umanitari per un valore totale di oltre diciotto milioni di euro. Il governo russo ha espresso la propria gratitudine e ha affermato che non c’è stata nessuna organizzazione che abbia fatto di più per alleviare le sofferenze in Russia della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.
Dal 1989 queste nazioni della ex Yugoslavia hanno ricevuto aiuti per un totale di oltre sei milioni di euro ripartiti in sessantacinque diversi progetti di aiuto.
Diversi progetti sono stati intrapresi per aiutare i profughi del Kosovo. Il 30 aprile 1999 centomila euro sono stati consegnati alla Croce Rossa tedesca a Bonn, donati dai trentaseimila membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni in Germania. Quarantamila chili di cibo sono stati trasportati in volo in Macedonia come aiuto immediato e distribuiti alle famiglie dei rifugiati dai «Mercy Corps». Con l’aiuto dei «Mercy Corps» sono stati spediti per nave sette container con 22.000 coperte e 76 tonnellate di indumenti che hanno raggiunto la Macedonia fra il 7 e il 12 maggio 1999. Ad oggi sono in fase di preparazione ulteriori progetti e programmi di supporto. In totale la Chiesa ha prestato aiuti ai profughi del Kosovo per un valore di 7,6 milioni di dollari.
Attraverso la propria organizzazione umanitaria in Germania, nel 2002 la Chiesa ha donato più di 800.000 euro per le vittime della peggiore inondazione da secoli. Questo denaro è andato direttamente alle famiglie colpite dal disastro. La maggior parte dei soldi sono stati destinati alla Germania dell’Est.