La Chiesa si interessa a casi di maltrattamenti del coniuge o dei figli?
Qual è la posizione della Chiesa riguardo all’omosessualità?
Qual è la posizione della Chiesa sulla poligamia?
Perché le donne non detengono il sacerdozio?
Qual è la posizione della Chiesa sul suicidio?
Qual è il ruolo della moglie nella famiglia?
Perché la famiglia è tanto importante per la vostra Chiesa?
«Condanniamo fermamente il comportamento violento sotto qualsiasi forma. Denunciamo i maltrattamenti fisici, sessuali, verbali ed emotivi del coniuge o dei figli. Il nostro Proclama sulla famiglia dichiara: “Marito e moglie hanno la solenne responsabilità di amarsi e sostenersi reciprocamente di amare e sostenere i loro figli...I genitori hanno il sacro dovere di allevare i loro figli nell’amore e nella rettitudine, di provvedere alle loro necessità fisiche e spirituali...Mariti e mogli---madri e padri---saranno ritenuti responsabili dinanzi a Dio dell’assolvimento di questi obblighi” (La Stella, gennaio 1996, 116-117)... Quando c’è il riconoscimento dell’uguaglianza tra marito e moglie, quando c’è il riconoscimento che ogni figlio nato in questo mondo è un figlio di Dio, ne consegue un più grande senso di responsabilità nel nutrire, aiutare, amare durevolmente coloro di cui siamo responsabili.
Nessun uomo che maltratta moglie e figli è degno di detenere il sacerdozio di Dio. Nessun uomo che maltratta moglie e figli è degno di essere un membro di buona reputazione nella Chiesa. I maltrattamenti al coniuge e ai figli sono una grave offesa al cospetto di Dio, e chiunque li commette può aspettarsi di essere oggetto di misure di disciplina da parte della Chiesa»
Pres. Gordon B. Hinckley, Presidente della Chiesa dal 1995 alla morte, nel 2008 - La Stella, gennaio 1999, 84-85
«Noi crediamo che il matrimonio tra l’uomo e la donna sia ordinato da Dio. Noi crediamo che il matrimonio può diventare eterno mediante l’esercizio del potere del sacerdozio eterno nella casa del Signore.
Le persone chiedono qual è la nostra posizione verso coloro che si considerano i cosiddetti gay e lesbiche. La mia risposta è che noi li amiamo come figli e figlie di Dio. Essi possono avere certe inclinazioni che sono potenti e che possono essere difficili da controllare. [A volte le persone hanno inclinazioni di diverso genere in momenti diversi.] Se non agiscono in base a [tali] inclinazioni, possono progredire come tutti gli altri membri della Chiesa. Se violano la legge della castità e le norme morali della Chiesa, allora sono soggetti alla disciplina della Chiesa, proprio come lo sono gli altri.
Noi vogliamo aiutare queste persone, rafforzarle, assisterle nel risolvere i loro problemi e aiutarle a superare le loro difficoltà. Ma non possiamo tacere se indulgono in attività immorali, se cercano di patrocinare, difendere e praticare il cosiddetto matrimonio tra persone dello stesso sesso. Consentire tali cose sarebbe farsi beffe del solenne e sacro istituto del matrimonio sanzionato da Dio e del suo preciso scopo: quello di generare e crescere i figli»
Pres. Gordon B. Hinckley, Presidente della Chiesa dal 1995 alla morte, nel 2008 - La Stella, gennaio 1999, 83.
«Questa chiesa non ha assolutamente nulla a che fare con chi pratica la poligamia. Quelle persone non appartengono alla Chiesa... Se si scopre che dei nostri fedeli praticano il matrimonio plurimo, essi sono scomunicati, ricevono cioè il più grave castigo che la Chiesa può imporre. Le persone coinvolte violano non soltanto le leggi civili, ma anche le leggi di questa chiesa».
Il Signore in varie epoche ha comandato al Suo popolo di praticare il matrimonio plurimo. Per esempio Egli comandò ad Abrahamo, a Isacco, a Giacobbe, a Mosè, a Davide e a Salomone di farlo (Dottrina e Alleanze 132:1).
Anche in tempi più recenti il Signore ha comandato ad alcuni dei primi membri della Chiesa di praticare il matrimonio plurimo. Il profeta Joseph Smith e i suoi collaboratori più stretti, tra cui Brigham Young e Heber C. Kimball, non trovarono questo un comandamento facile, ma obbedirono. La sua attuazione fu regolata dai dirigenti della Chiesa. I fedeli che praticavano il matrimonio plurimo dovevano essere autorizzati. Il matrimonio doveva essere celebrato tramite il potere di suggellamento del sacerdozio. Nel 1890, il presidente Wilford Woodruff ricevette una rivelazione che indicava che i dirigenti della Chiesa non avrebbero più dovuto insegnare né praticare il matrimonio plurimo.
Pres. Gordon B. Hinckley, Presidente della Chiesa dal 1995 alla morte, nel 2008
«[Le donne non detengono il sacerdozio] perché questo è il modo in cui il Signore l’ha organizzato. Questo fa parte del Suo piano. Le donne hanno un ruolo molto importante... Gli uomini detengono il sacerdozio ma le donne hanno un ruolo molto significativo in questa chiesa. Esse hanno la loro organizzazione. Fu fondata dal profeta Joseph Smith nel 1842 sotto il nome di Società di Soccorso, perché il suo scopo principale era di aiutare chi era nel bisogno. È cresciuta, credo, arrivando a essere una delle organizzazioni di donne più grandi nel mondo con oltre tre milioni di membri. Ha le sue dirigenti, la sua presidenza e il suo comitato. Questo è vero anche per le più piccole unità della Chiesa sparse nel mondo...».
«Gli uomini detengono il sacerdozio, è vero, ma mia moglie è la mia compagna. In questa Chiesa l’uomo non è al di sopra della donna né al di sotto; essi vanno avanti fianco a fianco. Essi si sforzano insieme di raggiungere un obiettivo alto».
Pres. Gordon B. Hinckley, Presidente della Chiesa dal 1995 alla morte, nel 2008
Quantunque sia sbagliato togliersi la vita, una persona che commette suicidio può non essere responsabile delle sue azioni. Si tratta di qualcosa che solamente Dio può giudicare.
A questo riguardo, l’anziano M. Russell Ballard del quorum dei Dodici Apostoli ha detto: «Ovviamente non conosciamo appieno le circostanze in cui avviene ogni suicidio. Soltanto il Signore ne conosce i dettagli, ed è Lui che giudicherà le azioni da noi compiute qui sulla terra.
Quando ci giudicherà, sono convinto che terrà in considerazione ogni cosa: la nostra conformazione genetica e chimica, le nostre condizioni mentali, le nostre capacità intellettuali, gli insegnamenti che abbiamo ricevuto, le tradizioni dei nostri padri, le nostre condizioni di salute, ecc.» («Il suicidio: fatti noti e meno noti», La Stella, marzo 1988, 18).
L’apostolo Paolo insegnò: «D’altronde, nel Signore, né la donna è senza l’uomo, né l’uomo senza la donna» (1 Corinzi 11:11).
Davanti a Dio e nel matrimonio, il marito e la moglie sono egualmente importanti.
Il matrimonio non dà il diritto a nessuno dei coniugi di dominare sull’altro o di maltrattarlo. Marito e moglie dovrebbero piuttosto sostenersi come soci alla pari.
«Una nazione non si innalzerà più in alto di quanto glielo permetterà la forza delle famiglie che la compongono. Se vogliamo riformare una nazione bisogna cominciare dalle famiglie, da genitori che insegnano ai loro figli principi e valori positivi e chiari, che li guidino a mettere a frutto la propria vita. Questo è in poche parole ciò che è andato male in America. Stiamo provando a fare uno sforzo per ristabilire maggiore solidarietà all’interno delle famiglie. I genitori non hanno compito più importante in questo mondo di allevare i propri figli nel modo giusto e, col passare degli anni, niente darà loro maggior soddisfazione dei figli che crescono in rettitudine e onestà e che fanno qualcosa di buono con la propria vita contribuendo alla società perché ne fanno parte».
Pres. Gordon B. Hinckley, Presidente della Chiesa dal 1995 alla morte, nel 2008