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È nel tempio che le cose della terra si uniscono a quelle del cielo.

È nel tempio che le cose della terra si uniscono a quelle del cielo.

I cuori dei Giovani Adulti Non Sposati, provenienti dai pali di tutta Italia, hanno trovato rifugio nel lavoro del tempio durante la prima settimana di Ottobre 2016 presso il tempio di Berna in Svizzera.

Nel periodo antecedente al viaggio nazionale, organizzato da sorella Ginevra Palumbo e sorella Mariateresa Santoro, direttrici dei centri d'istituto dei pali di Palermo e Puglia, con la supervisione di anziano Alessandro Dini Ciacci, sostenute da due coppie missionarie Senior e dalle presidenze GANS dei vari pali, i numerosi ragazzi si sono impegnati nella ricerca genealogica , cercando e trovando antenati a cui donare l'opportunità di entrar a far parte della Chiesa di Gesù Cristo anche dall’altra parte del velo, avvicinandosi al sito Family Search o ai metodi tradizionali.

I numeri sono stati alti: 92 ragazzi, 40 hanno officiato un totale di 1500 battesimi, di cui 1200 nomi di famiglia e i restanti 52 ragazzi hanno svolto altre ordinanze quali preordinanze, investiture e suggellamenti.

Le sessioni dei battesimi sono state interamente gestite dai ragazzi e supervisionate dal coordinatore designato dalla presidenza del tempio.

Durante quei giorni, però, ci sono state diverse attività tra le quali un caminetto tenuto da presidente Peloni, cosigliere della presidenza del tempio, e una festa danzante.

Alcuni ragazzi hanno commentato così questa splendida opportunità di stare insieme e di lavorare nella vigna del Signore:

“Sebbene ognuno di noi partecipanti ha il diritto di vivere dove e come vuole, è stato emozionante vedere parte del futuro della chiesa in Italia riunito in una sola stanza: quella celeste del tempio di Berna. Ognuno con le proprie domande e ricerche di ispirazione. Lo Spirito era possente quel sabato mattina.Il senso di amicizia, racchiuso in quelle quattro mura, era palpabile. Sono grato per l'opportunità che ho avuto di partecipare a questo evento che non solo ha portato gioia nella mia vita, ma anche ispirazione, forza e amicizie che mi aiuteranno ad affrontare i difficili anni futuri che mi aspettano.” (Cristian Morelli, 26 anni.)

“Per me è stata la seconda volta che ho potuto portare i miei antenati al Tempio. L'emozione è stata inaspettatamente uguale alla prima volta: una gioia indescrivibile ed eterna. La presenza del Signore così chiara e tangibile mi ha emozionato ogni mattina, quando guardavo il tempio. Ho compreso perché così tante persone rimangono fedeli allachiesa: il grande potere del Padre Celeste ci attira e la sua infinita bontà ci fa restare vicino a Lui. Sono grata per la possibilità che abbiamo ora, negli ultimi giorni, di poter stringere le nostre alleanze con il Signore e poterci così avvicinare alla sua gloria. Inoltre vorrei ricordare l'invito di raddoppiare le nostre visite al tempio. Con le nostre opere sacre e la nostra dignità saremo in grado di portare alla presenza del Signore i nostri antenati.” (Alexandra Demetra Pavesi, 21 anni)

“Personalmente penso che i viaggi al tempio (specialmente quelli fatti e organizzati dai giovani) siano veramente edificanti. Per noi, non avendo un tempio nelle vicinanze, alla fine del lungo viaggio, secondo me ci sentiamo soddisfatti e felici perchè abbiamo fatto dei sacrifici per arrivarci e ogni volta, questo è ciò che mi colpisce di più, il fatto che nessuno di noi dà il tempio e le sue benedizioni per scontati!” (Susanna Mervar, 21 anni).

“Per me è stata una grandissima benedizione. Ero ancora in missione quando ho sentito di questo viaggio da un amico via email. Ero contentissimo perchè sarei tornato dalla missione proprio la settimana prima dell'attività![…] Inutile dirlo, questa volta è stata un’esperienza completamente diversa per un paio di motivi: il primo è ovviamente che ero appena tornato dalla missione; il secondo era che mio nonno mi aveva dato, la notte prima di partire, alcuni nomi di famiglia. Era la prima volta in vita mia che portavo al tempio nomi di famiglia. Ho sentito un grande senso di responsabiltà e ogni giorno pensavo a come poter fare il maggior numero di sessioni delle diverse ordinanze, così da poter completare le ordinanze di cui tutti questi familiari avevano bisogno. Mi sono venute in soccorso un paio delle ragazze lì presenti per aiutarmi a completare le ordinanze per le donne. L'avere nomi di famiglia mi ha personalmente benedetto perchè mi ha dato un motivo di rimanere nel tempio più a lungo a pensare a molte cose. Soprattutto che cosa avrei fatto per gli studi. Ne ero molto preoccupato perchè volevo prendere una decisione che il Signore avrebbe approvato e che mi avrebbe portato a realizzare le Sue e le mie aspettative. Nella sala celeste del tempio ho detto molte preghiere e ricevuto confortanti risposte. Adesso so di stare facendo ciò che il Signore approva e che mi dà la possibilità di rimanere vicino alla mia famiglia, che è la cosa più importante. Sono grato del tempio. So che è il frutto della Restaurazione della vera chiesa di Gesù Cristo sulla Terra.” (Daniele Pagnin, 21 anni)

Con queste dolci parole e con il meraviglioso ricordo che portiamo dentro di noi, ci auguriamo di replicare presto quest'esperienza in cui trovare pace, conforto e amicizia.

Gabriella Azzaretti, Bari, Puglia.